giovedì 14 aprile 2016

Vado a letto col soffritto

foto di nociveglia
Oramai è sera.
La fatica dell'intera giornata ti pesa sulle spalle come un sacco di patate, ma ora hai bisogno solo di berti un bicchiere che ti risollevi l'autostima. Ti fermi al primo bar che incontri e ordini il tuo aperitivo volante,che a quell'ora diventa indispensabile più del tuo stesso respiro.
Hai poco tempo: devi tornare a casa. Ricordi? Hai una famiglia che ti aspetta.
"Si lo so, ho una famiglia, ma proprio adesso me lo devi ricordare? Proprio adesso che sono in un rapporto così intimo con la mia bionda?"
Rispondi al tuo senso di colpa con la più effimera delle lamentele. Oramai non ti rimane più niente della tua vecchia vita da ex alcolista praticante e convinto. Non ti resta che trangugiare la tua birra quasi in un solo sorso, quando ad un certo punto ti accorgi di avere una fame da lupi.
Sul banco del bar ci sono degli stuzzichini di poco conto. Salatini vari e altri "rovina cene"ipercalorici di bassa qualità.
"Uh, le mozzarelline che buone!", esclami parlando ancora con te stesso mentre la barista ti guarda come si guarda la Ventura appena eliminata dall'Isola dei Famosi e messa davanti ad un piatto di gnocchi al ragù.
Intanto, infili i bocconcini di bufala con lo stecchino lungo e ne crei uno spiedino di piacere, che sgrani con le labbra per poi crearne un unico boccone: un pò come si fa col rosario o con i sex toys.
E'solo adesso che ti accorgi che qualcosa non va.
Prima che l'impulso delle tue papille gustative arrivi definitivamente al cervello, già ti sei accorto di aver fatto una "superfiguradisterco".
"Oh,mmerd era aglio". Delle deliziose porzioni di aglio al naturale.
Si, hai scambiato le graziose palline bianche condite di olio per degli ottimi bocconcini di bufala, quando in realtà ti sei appena trangugiato lo stesso quantitativo di aglio che si affiggeva alle porte della Transilvania, durante l'epoca delle leggende di Dracula.
Ma tu non sei nè un ammazza vampiri, nè un Ghostbuster, ed ora non puoi nemmeno sputarlo. Hai la sensazione che tutti ti stiano fissando,ed è vero.
La stronza della barista, se la sogghigna sotto i baffi, ma non troppo: è russa, e i russi se lo mangiano a colazione crudo col pane, poichè ne vantano i meravigliosi effetti terapeutici.
Intanto mastichi dolcemente la poltiglia che nel frattempo ti ha fatto cambiare colore di capelli e ingoi il bolo con l'altro mezzo bicchiere di birra rimasto.
Imbarazzato, decidi di uscire fuori per accenderti una sigaretta, incurante che starai per trasformarti in un drago sputafuoco al primo ruttino.
Squilla il telefono. E' lei. Sei in ritardo, e lo sai. Non vorresti mai tornare a casa adesso: tua moglie odia l'aglio, più di ogni altra cosa al mondo. Odia pure quando ti puzza l'alito in generale, e lo sai.
"Non rispondere, devi temporeggiare".
Non basterebbe l'intero espositore della Vivident Xilit a salvarti a quest'ora: sei spacciato.
Il telefono squilla di nuovo. Tu sudi, (ovviamente aglio) e ti stanno spuntando le trecce.
Ma fortunatamente, la serata prende un nuovo piede: il tuo migliore amico, single, ti ha appena invitato a cena a casa sua per mostrarti il suo nuovo divano in Chesterfield.
A te, sinceramente, non "te ne po ffrega de meno" ma accetti l'invito, pur di sfuggire alle grinfie di Satana, l'unico che può fare ancora qualcosa, dato che  Dracula oramai non si avvicina.
Allora chiami a casa (sempre che tu ce n abbia ancora una) e avverti la tua dolce metà che non la raggiungerai per cena, ma che ti fermi da Tizio, che ha avuto un problema serio e non puoi dirgli assolutamente di no.
"Ci vediamo presto amore, torno per le dieci", esclami con la voce di un agnellino da latte.
Tu sai già che per le nove e cinquanta dovrai essere a casa, volente o nolente con un alito nuovo.
Eccoci, finalmente a casa di Tizio, che ti da il benvenuto con un altra bella birra fresca appena tolta dal frigorifero.
"Dai, andiamo a tavola che è pronto, altrimenti si raffredda", esclama gentile.
Ti dirigi verso la tavola pieno di paranoie. Senti un immenso odore di aglio, e hai l'eterna sensazione che provenga dai tuoi respiri.
Ma non è così. Tizio sforna dalla padella un piatto tipico dell'Est Europa che ha imparato a cucinare nel suo ultimo viaggio di lavoro a Praga: Et voilà, polpette all'aglio in salsa di pomodoro.
E'finita. Stasera ci scappa il morto.
Non puoi rifiutare di mangiarle oramai, sarebbe eternamente scortese.
Le assaggi: sono pure buone. La fragranza d'aglio pare sia molto ma molto delicata, quasi impercettibile.
A questo punto te ne freghi, mangi e ti diverti. "Un paio di polpette non potranno di certo peggiorare così la situazione", pensi erroneamente. Oramai sei anestetizzato.
Scoli qualche altra birra in compagnia, tra chiacchiere infinite e una partita a carte che dura un pò troppo, fin quando il telefono squilla di nuovo e tutto cade in un silenzio di tomba.
Sei di nuovo in ritardo, lei richiama.
Tu non rispondi. Sarà imbufalita.
Scappi di casa infilando la giacca sulle scale e corri a più non posso verso la macchina.
Ti senti veramente un compagno schifoso, sia di nome che di fatto, ma d'altronde, lo hai fatto per lei.
Rientri a casa e tutto tace. Le luci sono spente. E' andata a dormire.
Ultima spazzolata ai denti con l'acido muriatico, e ti infili sotto le coperte in modo silenzioso.
Tutto sembra scorrere secondo i piani.
Lei è girata su un fianco, e respira costantemente. Si è addormentata. Mentre reciti la parte della gazzella davanti al leone, scodinzoli con sapiente maestria tra le pieghe delle lenzuola, ma il mignolo del tuo piede destro urta violentemente contro il comodino. Imprechi ad alta voce.
Lei sobbalza dal letto. Ti spaventi.
Ti viene il singhiozzo e ti esce un rutto dallo spavento.
L' anidride carbonica veicola i gas mortali dell'aglio sprigionando un soffione boracifero naturale all'odore di morte.
La stanza si tinge di rosso e lei diventa verde all'istante.
Dismessa dal sonno, con i capelli arruffati e la camicia da notte, corre in bagno come una posseduta e va a vomitare di getto.
Prima che inizi a camminare sulle pareti, ti sinceri che vada tutto bene e ti avvicini alla porta del bagno. E' socchiusa, ma da lì dentro non escono rumori rassicuranti.
Lei, oramai inferocita e nauseata con la testa dentro il water, alza lo sguardo e ti fissa con occhi rosso sangue. Non ti dice " chiavami" in Aramaico antico, ma ti lancia la carta igienica e il porta sapone esclamando:
"Esci immediatamente dal mio letto, stasera dormi sul divano. Fai schifo. Lo sai che ci devi stare attento, puzzi come una fogna".
E li, non puoi fare altro che startene zitto, scendere le scale a testa bassa, accompagnato dai tuoi succhi gastrici in fermentazione violenta ed accomodarti sulla porzione di divano libera.
Anche il cane ti guarda brutto. Lo sai è un chihuawa, ma ha bisogno di spazio ed il divano è la sua meravigliosa cuccia di 3 metri. Non c'è abbastanza spazio per tutti e due.
Buonanotte.

SE ANCHE VOI NON VORRETE FARE LA FINE DEL MIO AMICO, SEGUITEMI SUL PROSSIMO ARTICOLO.
PREZIOSI CONSIGLI SULL'USO SAPIENTE DELL'AGLIO E SUI METODI EFFICACI PER COMBATTERLO.






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