mercoledì 14 settembre 2016

A BORDO DI UN SIDECAR

Questa è una storia dell'anno scorso.


Il locale puzzava di vecchio, stantio ma aveva ancora conservato il suo fascino storico. I tavoli erano ognuno diverso dall'altro e la gente beveva "palloncini" di vino bianco alla spina su bicchieri unti e non igienizzati correttamente.
Mio nonno, uomo paziente, gestiva da umile saggio il circolo ricreativo, sopravvissuto alla Belle Epoque del paesello.
Io, poco più che bambino, ero molto affascinato dall'aroma intenso della polvere macinata del caffè.
Quell'odore intenso e proibito per un bambino, mi faceva sfogare la frustrazione sugli innumerevoli cioccolatini esposti al banco.
Passavo intere giornate a fare i "dispetti" ai vecchietti che giocavano a carte: nascondevo gli assi, rivelavo agli sfidanti le carte dell'altra coppia, toglievo le carte dal tavolo e qualche volta mi prendevo anche un bell'asse di bastoni sulla testa.

C'era un uomo, che di Domenica, arrivava al locale con la sua "moto strana".
Sfilando i guanti di pelle ancora in sella di quella strana cosa (ovviamente agli occhi di un bambino), cercava lo sguardo di approvazione dei suoi compagni di "bevuta" che lo attendevano alla porta.
Appoggiato sul bancone rigato con i gomiti foderati di pelle nera, aspettava che il suo rito fosse compiuto.
Ordinava sempre un Cognac dei peggiori bar di Carcassonne, con ghiaccio e buccia d'arancia.
Tutto d'un fiato, il Cognac scivolava come acqua fresca nelle sue fauci, per poi terminare con un bel "pum" del bicchiere sul bancone, in segno di compiacente appagamento.
Poi, dirigendosi verso di me, mi prendeva in braccio e mi faceva vedere quel suo Sidecar che, brillante al sole, mi sembrava una vera e propria navicella spaziale.
Non mi ricordo il nome di questo caloroso signore, che mi alitava lezzo di alcol in faccia.
Evidentemente questo lezzo mi affascinava di già...

Un spaccato nitido di vita paesana che mi sorride ancora da grande.
Passarono si e no, venti anni.
Era lunedì, il mio day off.
Pioveva, mi sentivo triste. Decido di sfogare le mie angosce nella pasticceria.
Apro il mio sito web di fiducia, e mi sale all'attenzione una torta di Meringa.
Leggendo bene, era una torta sconsigliata ai bambini, in quanto il pan di spagna era bagnato con Cognac. Hai detto proprio Cognac?
E riecco riaffiorare alla mente quell'alcolico e dolce ricordo...
Passo l'intero pomeriggio a cucinare e a leccarmi le dita, fin quando, finalmente seduto sul divano, decido di concedermi una fetta di torta in santa pace.
Squilla il telefono.
"Pronto??" "Ehm si salve...la chiamo da..."
Mi congelo.
Era un'invito a partecipare alla prima edizione della " S... Competition".
Ma ho un problema con le competizioni. Ho un trauma con le gare. Lo ammetto.
"La ringrazio, ci penso su", terminai così la chiamata.

La mente iniziò spontaneamente ad ispirarsi. Il Sidecar è un drink a basa di Cognac, e poi c'è la torta di oggi...
Una valanga di idee mi vennero in mente finchè non concepii la mia personale versione del Drink che "mesciappava" quella giornata piena di ricordi e coccole gastronomiche.
Lo chiamai SIDESUN, come il sole che rifletteva sulle carene della moto del misterioso signore sopracitato.

INGREDIENTI:

Cognac 3,5 cl
liquore alla verbena odorosa 2cl
succo di limone 3,5 cl
5 gocce di chocolate bitter e salsa di soia

Shakerate tutti gli ingredienti e versateli in una coppa a vostra scelta.

Preparate poi una meringa lenta al sifone insaporita allo sciroppo di Parmigiano 24 mesi, liquore all'arancia e timo.

Per la meringa occorre:
700 ml di albume d'uovo pastorizzato
100ml di sciroppo al parmigiano precedentemente infuso
90 ml di liquore all'arancia
3 gocce di essenza al timo

Agitate bene e versate il composto sopra al vostro drink. La spuma che si forma avrà una texture leggiadra e profumata che si adagerà sopra alla parte liquida del drink.


Il connubio Cognac e Meringa mi aprì un mondo.
Non feci volare nessun tavolo da ubriaco da troppi White Lady, ma ho decisamente avuto anch'io una bella "Guerra Mondiale" con me stesso.

Beh, che dire, ovviamente dopo la torta, il Cognac avanzatomi me lo sono scolato e la mia giornata decisamente era diventata un'inno alla colorata infanzia che terminò col "pum" del bicchiere dopo lo shot, in onore di quel simpatico personaggio che oramai credo, non ci sia più.

E ricordate gente, che ognuno di noi è il risultato del suo passato e delle sue esperienze.
Le persone sensibili sono schiave dei loro stessi sensi acuti e infinitamente sviluppati.

Trovate in questo articolo il vostro momento creativo e il vostro senso.
Libera interpretazione e...
Buona Lettura.













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