mercoledì 4 ottobre 2017

TAGLIATELLA TONIC PRESENTA: QUATTRO STORIE DAVANTI AD UN BICCHIERE

Cari amici, cari lettori,
Non vi dirò molto a riguardo della mia assenza, non vi parlerò esplicitamente del perché abbandonai le pagine multimediali di questo piccolo ma prezioso spazio virtuale ma, se vorrete, vi accompagnerò nel ricostruire quella parte di enogastronomia che vi è mancata in questi 5 mesi.

Quando si mangia diversamente, si pensa diversamente e quando si pensa diversamente si diventa persone differenti.
E'che, come ben sapete, questo è un blog diverso, studiato a tavolino per sorprendere e suggerire la bellezza, l'arte del buon bere e del buon mangiare ma anche del buon vivere e del buon scrivere.
E' così che voglio ricominciare: iniziando a spulciare tra le bozze salvate e mai più aperte alla ricerca di qualche pezzo non cestinato che non sappia troppo di stantio.
Lo trovo. Ce l ho. Lo pubblico e già vi immagino seduti in un caffè dopo le Diciotto, in una giornata grigia e piovosa d'autunno, con il vostro bicchiere in mano carichi di noia e pensieri.
Quattro piccole storie che durano il tempo di un aperitivo potrebbero aiutarvi.
Cosa c'è di meglio di una confidenza di un amico o del proprio cervello, un buon libro, una canzone, un drink e un apetizer per superare uno dei tanti giorni ignavi prima del cambio dell'ora?


DODICI RONDINI (la confidenza di un amico)




"Il treno viaggiava lentamente sui binari arrugginiti di una Bassa Umbria selvaggia, illuminata dal rosso tramonto di una prematura giornata primaverile. Tre ore di ritardo con annesso "lecito sequestro di persona" da parte di Trenitalia ti arrugginiscono il cervello. Come un prigioniero deportato dall'ennesima futile fuga amorosa, viaggiavo in solitudine sul vagone, con la speranza di scendere prontamente alla prima fermata civilizzata che mi capitava. Di certo tempo per pensare ne avevo avuto a iosa, ma la frenesia dell'imprevisto mista all'aria consumata del treno, non mi avevano fatto sentire la fame. Mi ero dimenticato di mangiare.
Solo una mezza naturale e un po' di musica mi mantenevano ancora in forze. Le sinapsi mi stavano lentamente abbandonando, così come la carica del mio cellulare.
Decisi allora di far funzionare quel 15% di energia rimasta nel migliore dei modi: ho una discreta e fallimentare vita amorosa ma fortunatamente gli amici cantano ancora forte nella mia vita, come uccellini in Primavera. 
Fu allora che il mio cervello ritrovato mi sorrise. Come una prostituta disperata offrì un passaggio in cambio di una cena."


IL PROFUMO (il libro)




"Era la lontananza dagli uomini a dargli la sensazione della massima libertà (...). Che fosse questa densa esalazione umana ad averlo oppresso per diciotto anni come una greve aria di temporale, Grenuille lo capì solo adesso nel momento in cui cominciava a sottrarsi ad essa. Finora aveva sempre creduto che fosse il mondo in generale da cui doveva fuggire, ma non era il mondo, erano gli uomini (...).
Evitava con cura tutte le greggi di pecore, non a causa delle pecore bensì per sfuggire all'odore dei pastori."









TORO Y MOY "So many details" (la canzone)

Mettiti le cuffie e inizia la magia...il sole sta per tramontare.


NEGRONI FUME' (il drink)








Procedimento:
1/3 Mezcal Amores
1/3 Campari
1/3 Vermouth rosso "del Professore"
Affumicare il tutto con erbe aromatiche "a camino" (rosamarino, salvia e finocchietto selvatico).










POLPETTINE FRITTE DI BACCALA' (apetizer consigliato):



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