venerdì 9 febbraio 2018

C'ERA UNA VOLTA UN GINEPRO (SECONDO CAPITOLO)


Vi sareste mai sognati di spiegare la storia della nascita del Gin e del Gin & Tonic ad un bambino?
Questo non vuol'essere un atto perverso di persuasione o di incitamento verso l'alcolismo ma può essere e dev'essere soltanto una storia per grandi e piccini che FACILITI qualsiasi mamma e papà a trascorrere un momento di familiarità davanti ad un aperitivo.


C'ERA UNA VOLTA UN GINEPRO
(SECONDO CAPITOLO)


...Quella notte, i sogni di Ginepro furono così vividi e realistici che non si limitarono ad essere solamente tali, ma piuttosto divennero delle vere e proprie esperienze mistiche.
Sognò strani contenitori trasparenti di diverse dimensioni, strumenti lunghi e affusolati generati a spirale, strani laghi ghiacciati e freddi come l'inverno in cui poteva tuffarsi  Danzò circondato da  milioni di allegre bollicine che fluttuavano libere attorno al suo corpo metamorfico provocandogli il solletico.
Ginepro rise così a crepapelle nel sonno che le sue foglie furono scosse a tal punto da provocare una nube così profumata e intensa che raggiunse l'intero villaggio. Si imbucò sotto le porte delle case già chiuse e incatenate per la notte, oltrepassò le finestre delle camere da letto allietando le carezze degli amanti, bruciò nei camini accesi fondendosi con l'aroma legnoso di un fuoco umido.

Era oramai passata la mezzanotte da qualche minuto e poche luci erano rimaste accese in città: le osterie avevano chiuso i battenti agli ubriaconi che sostavano imperterriti sulle panchine all'esterno elemosinando prepotentemente l'ultima birra. Anch'essi furono raggiunti dalla nube invisibile di profumo intenso che, per qualche istante, riuscì a saziare le loro bocche assetate percorrendo le narici.

Nel frattempo, nel dormitorio dell'Università di Leiden, la fiamma debole di una vecchia lampada ad olio illuminava ancora una scrivania malandata piena di scartoffie e scritti alchemici.

Il dottor Sylvius, col capo chino sui numerosi appunti sbafati di inchiostro, non riusciva a darsi pace. Preso dalla frenesia delle idee e dall'impeto della creazione, passò ripetutamente le mani tra i capelli come a cercar di placare l'insopportabile lotta celebrale notturna.

Da buon pioniere della medicina dell'epoca quale era, stava portando avanti uno studio sulle proprietà curative delle piante, in particolar modo concentrandosi su quelle che avrebbero potuto portar benefici a livello cardio-circolatorio nel minor tempo possibile ai numerosi pazienti affetti da quel tipo di patologia.

Francois de la Boe,che per tutti era Sylvius, stremato dalla giostra di pensieri che vorticosamente gli giravano nel cervello cedette finalmente alla stanchezza e, adagiando il capo spalmato tra le carte e le scritture, si abbandonò in un sonno profondo.
La nube profumata, che ancora si aggirava malandrina per la città, entrò prepotentemente anche nelle stanze del dottore, scardinando gli infissi ma nello stesso tempo i suoi pensieri che, come per magia, divennero magici e premonitori.

Quella notte, i sogni di Sylvius, furono così vividi e realistici che non si limitarono ad essere solamente tali, ma si fusero con quelli di Ginepro.
Sognò una pianta forte, robusta e dalle foglie pungenti, cosparsa da moltissime bacche blu con le quali poteva guarire i suoi numerosi pazienti il cui sangue finalmente scorreva libero nelle arterie.
Francois sorrise così compiaciuto nel sonno, che la nube profumata, si arricchì della sua felicità e rientrò al mittente pregna di buoni propositi.








giovedì 1 febbraio 2018

UN GIN PER ADULTI, UNA FAVOLA PER BAMBINI: PRIMO CAPITOLO

Cari lettori, con questo nuovo articolo ci collegheremo allo scalpore suscitato la scorsa settimana dal post "L'ANGOSTURA LA METTO DOVE VOGLIO".
Nell'articolo precedente sono state evidenziate le varie proprietà dell'Angostura, la storia che pochi conoscono e l'utilizzo del bitter più comune per eccellenza nel Gin Tonic.
Questa settimana Tagliatella Tonic rafforzerà la sua tesi portandovi a fare un giro nella storia del Gin&Tonic, riscoprendone le origini storiche ma facendolo in una nota di amore, dolcezza e blasfemia.
Seguitemi e vi assicuro che, a lettura finita, questo weekend  (soprattutto coi mali di stagione che ne competono) vi vedrò appollaiati al bancone col vostro bicchiere in mano, mentre le vostre papille gustative richiedono un fresco, sgorgante, impellente bisogno di Ginepro liquido allietando i vostri cuccioli con l'inizio di UNA FAVOLA PER BAMBINI.


C'ERA UNA VOLTA UN GINEPRO
(primo capitolo)


C'era una volta "Jenever" e c'era una volta un tempo molto, molto lontano. Jenever era una bella,folta  e robusta pianta radicata in una terra di marinai e pirati, di conquistatori e viaggiatori: una paese chiamata Olanda.
Figlio di Madre Terra, viveva piantato nel Bosco di Leiden circondato dagli amici Pino e Abete. C'era pure Rosa Selvatica, Fungo Porcino e Castagno a fargli compagnia e tutti, ma proprio tutti, lo chiamavano Ginepro.
Ginepro aveva molti fratelli sparsi per tutto il Mondo: era una pianta comune e potente, che cresceva a dismisura molto più di tanti altri amati cugini. Aveva foglie più o meno appuntite, rami robusti e molte bacche blu, con le quali nutriva numerosi animaletti della foresta.
Ma Ginepro non era per nulla felice, anzi, si annoiava a morte. Se ne stava lì, appollaiato, immobile con le radici piantate a terra, aspettando le stagioni passare.
Quando Madre Natura lo vedeva triste, imbronciato a rami conserti, lo accarezzava con tutta la dolcezza che aveva, iniziando a ripetergli queste parole: "Jenever, mio caro, non preoccuparti, tu sei un figlio molto speciale: farai grandi cose nella tua vita non appena gli umani scopriranno quanto sei importante per loro. Devi solo avere pazienza, io so che un giorno qualcuno si accorgerà di te. Tu sei Aromatico e Magico, non dimenticarlo"
Ginepro però non capiva a cosa si riferisse Madre Natura, e iniziava così a controbattere sofferente e lagnante (nulla di diverso dai lamenti dei bambini di oggi quando l'etichetta del maglioncino comincia a dare prurito sul collo):
"Ma Mamma, sai quanto mi pesano tutte queste bacche addosso?! Mi danno un prurito enorme! Gli uccellini non ce la fanno a mangiarle tutte, prima o poi mi verrà una scoliosi!"
Per dare tregua ai lamenti, Madre Natura soffiava un po' di vento d' alito materno così che le bacche, pian piano, iniziavano a staccarsi e cadere alleviando le pene del figlio nervoso. Ginepro si rilassava dondolando, addormentandosi cullato tra le note di una Ninnananna.
"Jenever, la mamma ti promette che un giorno qualcuno si accorgerà di te". Tu non devi fare altro che impegnarti a profumare tantissimo."
Un'altra giornata nel Bosco stava volgendo al termine. Gli ultimi raggi del Sole si dividevano tra le foglie del Grande Noce mentre l'aria impregnata di Muschio e sottobosco si faceva fredda e rarefatta.
Mentre Ginepro caduto in un sonno profondo, sognava alambicchi di rame e scivoli acquatici di correnti di vapore, da lontano i fuochi della città erano già accesi e la Birra cominciava a scorrere a fiumi nelle Osterie di Paese, alleviando le fatiche di una giornata di lavoro.

Seguite la storia su www.tagliatellatonic.it.