giovedì 1 febbraio 2018

UN GIN PER ADULTI, UNA FAVOLA PER BAMBINI: PRIMO CAPITOLO

Cari lettori, con questo nuovo articolo ci collegheremo allo scalpore suscitato la scorsa settimana dal post "L'ANGOSTURA LA METTO DOVE VOGLIO".
Nell'articolo precedente sono state evidenziate le varie proprietà dell'Angostura, la storia che pochi conoscono e l'utilizzo del bitter più comune per eccellenza nel Gin Tonic.
Questa settimana Tagliatella Tonic rafforzerà la sua tesi portandovi a fare un giro nella storia del Gin&Tonic, riscoprendone le origini storiche ma facendolo in una nota di amore, dolcezza e blasfemia.
Seguitemi e vi assicuro che, a lettura finita, questo weekend  (soprattutto coi mali di stagione che ne competono) vi vedrò appollaiati al bancone col vostro bicchiere in mano, mentre le vostre papille gustative richiedono un fresco, sgorgante, impellente bisogno di Ginepro liquido allietando i vostri cuccioli con l'inizio di UNA FAVOLA PER BAMBINI.


C'ERA UNA VOLTA UN GINEPRO
(primo capitolo)


C'era una volta "Jenever" e c'era una volta un tempo molto, molto lontano. Jenever era una bella,folta  e robusta pianta radicata in una terra di marinai e pirati, di conquistatori e viaggiatori: una paese chiamata Olanda.
Figlio di Madre Terra, viveva piantato nel Bosco di Leiden circondato dagli amici Pino e Abete. C'era pure Rosa Selvatica, Fungo Porcino e Castagno a fargli compagnia e tutti, ma proprio tutti, lo chiamavano Ginepro.
Ginepro aveva molti fratelli sparsi per tutto il Mondo: era una pianta comune e potente, che cresceva a dismisura molto più di tanti altri amati cugini. Aveva foglie più o meno appuntite, rami robusti e molte bacche blu, con le quali nutriva numerosi animaletti della foresta.
Ma Ginepro non era per nulla felice, anzi, si annoiava a morte. Se ne stava lì, appollaiato, immobile con le radici piantate a terra, aspettando le stagioni passare.
Quando Madre Natura lo vedeva triste, imbronciato a rami conserti, lo accarezzava con tutta la dolcezza che aveva, iniziando a ripetergli queste parole: "Jenever, mio caro, non preoccuparti, tu sei un figlio molto speciale: farai grandi cose nella tua vita non appena gli umani scopriranno quanto sei importante per loro. Devi solo avere pazienza, io so che un giorno qualcuno si accorgerà di te. Tu sei Aromatico e Magico, non dimenticarlo"
Ginepro però non capiva a cosa si riferisse Madre Natura, e iniziava così a controbattere sofferente e lagnante (nulla di diverso dai lamenti dei bambini di oggi quando l'etichetta del maglioncino comincia a dare prurito sul collo):
"Ma Mamma, sai quanto mi pesano tutte queste bacche addosso?! Mi danno un prurito enorme! Gli uccellini non ce la fanno a mangiarle tutte, prima o poi mi verrà una scoliosi!"
Per dare tregua ai lamenti, Madre Natura soffiava un po' di vento d' alito materno così che le bacche, pian piano, iniziavano a staccarsi e cadere alleviando le pene del figlio nervoso. Ginepro si rilassava dondolando, addormentandosi cullato tra le note di una Ninnananna.
"Jenever, la mamma ti promette che un giorno qualcuno si accorgerà di te". Tu non devi fare altro che impegnarti a profumare tantissimo."
Un'altra giornata nel Bosco stava volgendo al termine. Gli ultimi raggi del Sole si dividevano tra le foglie del Grande Noce mentre l'aria impregnata di Muschio e sottobosco si faceva fredda e rarefatta.
Mentre Ginepro caduto in un sonno profondo, sognava alambicchi di rame e scivoli acquatici di correnti di vapore, da lontano i fuochi della città erano già accesi e la Birra cominciava a scorrere a fiumi nelle Osterie di Paese, alleviando le fatiche di una giornata di lavoro.

Seguite la storia su www.tagliatellatonic.it.

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