sabato 22 dicembre 2018

UNA SORPRESA CHE NASCOSE UN'ALTRA SORPRESA: A PRANZO DA MAURO ULIASSI


Quel giorno il Sole splendeva come non mai alla Banchina di Levante di Senigallia. Io e "Mamma Elvira" facemmo di tutto per far felice Laura nel giorno del suo compleanno e, a dirla tutta, benché non fossi nato quel giorno, fu un regalo pure per me.
Elvira è una donna sapiente: nulla lascia al caso. L'involucro di questo dono "enogastronomico" poteva apparire agli occhi della gente come un semplice (e che dir si voglia) pranzo di lusso, ma dentro quella scatola immaginaria si celava un regalo più sottile, pacato, azzardato e provocatorio: Elvira ci regalò l' ISPIRAZIONE.
Innescò egregiamente l'ingranaggio e la spinta verso qualcosa di più complesso, quella sorta di continua lotta e ricerca di cui tutti gli Chef hanno bisogno per "andare avanti", per immolare corpo e mente, giorno e notte, a quel duro mestiere che è chiamato "cuoco".
E la ricercò nel gusto di Laura, nella passione di un grande Fuoriclasse, e nel garbo pacato e mai scontato di un impeccabile team:


Benvenuti ad un 3 stelle Michelin: Benvenuti a casa da Catia e Mauro Uliassi.

Era da poco giunta la notizia della "Terza Stella" che avrebbe consacrato lo chef  Mauro Uliassi della più alta onoreficenza nel mondo della ristorazione e noi, non ne eravamo di certo al corrente: la meraviglia ci esplose negli occhi quando notammo lo striscione appeso all'ingresso del ristorante che inseriva "Uliassi" tra i 10 migliori ristoranti d'Italia.
Fu così che varcammo la soglia del locale pochi minuti prima dell'apertura ufficiale al pubblico: avevamo fame, ma sopratutto fame di sapere e di conoscere.

Il dlin-dlon del campanello segnò così l'inizio della nostra avventura sensoriale durata all'incirca 3 ore e mezza all'insegna di un menù "Classico" (si fa per dire) e di un "Lab 2018".

E'ovvio che la cucina "Uliassi" fondi le sue storiche radici ovviamente nel prodotto fresco di mare. Ma non mi piacerebbe definire Mauro solamente uno Chef Stellato di Mare, cosa oramai ben impressa nella mente di ogni critico e guida gastronomica.

A me piacerebbe definirlo più che altro uno Chef "tenero": la maestria più solenne che si evince dai piatti serviti a tavola non è da ricercarsi solo nella sapienza e nella accuratezza degli abbinamenti terra mare e nella scala delle consistenze, dei sapori e delle temperature ma (permettimi Mauro e correggimi se sbaglio) più che altro nelle radici, nella famiglia, nel Team e nel gruppo.

Lo studio, la semplicità nell'elaborazione del piatto in sé che viene servito al cliente con estrema grazia e tenerezza, quasi come fare la carezza ad un bambino, fanno di uno "Spaghetto affumicato con vongole e pendolini arrosto" il ricordo più bello scaturito da una pietanza dal gusto trionfale.

E' la rievocazione del ricordo tramite il gusto che fanno di uno chef un "Fuoriclasse", il "mi ritorna in mente" è la chiave di volta.
E fu così che la mia mente rese onore alle Domeniche passate sotto l'ombrellone da piccolo scandite da una spalmata di crema solare ed un castello di sabbia, mentre l'odore inconfondibile dell'Adriatico sollazzava l'appetito.
Qualche anno dopo fu il momento delle spiagge affollate, della gioiosa accoglienza della Riviera del Conero sorella della Romagna, e delle mie prime arie di libertà da Maggiorenne quando non c'era più il motto.. " a mezzanotte a casa!"...tutto questo dopo un "Rimini Fest".

"I signori gradiscono un caffè?"
"Con piacere, grazie" rispondemmo.
E che piacere! Aggiungo io.


Intorno alle Quattro il Sole già stava tramontando ma ci ritrovammo a contemplare i meravigliosi colori del Tramonto, consci che questo sia stato solo un "Arrivederci alla prossima lezione di Mare".

Grazie Mauro, 
ci vediamo ai prossimi ricordi.







Nessun commento:

Posta un commento