venerdì 8 marzo 2019

LE PERSONE SONO COME LE INSALATE MISTE


"Caro il mio Francesco, come vedi ti scrivo e quando uno scrive deve avere un motivo, il mio è dirti che la tua Avvelenata in questi giorni l'ho consumata"
Sono incazzato. 
In questo periodo mi capita spesso di avere un'idea che a mio avviso sembra brillante e subito mi dico: innovazione, cazzo stavolta faccio il botto. Ma in men che non si dica mi ritrovo lo stesso pensiero spiattellato nella home page da qualcuno che evidentemente conta più di me.
La mia mente comincia ad andare in tilt e si catapulta in un crogiuolo di perché. "Evidentemente sto sbagliando qualcosa, non sono così innovativo come credo di essere" mi ripeto, e puntualmente mi scazzo.
Mi scazzo così a tal punto di voler mandare tutto all'aria. "Da domani torno a far da bere per dissetare", mi dico. "Basta creare per distruggerti, basta ispirarsi ai migliori, non voglio avere le stesse idee degli altri, non mi va più".
Il cuore si accelera, la salivazione sale e mi ritrovo sul divano con gli auricolari immerso in qualche meditazione trascendentale o qualche sciamanica fumigazione che mi riporti alla calma.
Passano quel paio di ore di follia in cui vorrei solo tirare bestemmie ai passanti e a chi ha già inventato tutto. Mi invento uno stato cattivo contro tutta la società social, sollazzandomi con l'idea che a tutti per un secondo possa interessare quello che dico io.
Spesso la frase ricorrente recita così: "Andate tutti affanculo".
Tre parole liberatorie, spensierate e riassuntive di tutto un marasma complicato di emozioni e controsensi che mi friggono il cervello mentre di notte il soffice cuscino conciato in Memory Foam si tramuta in Travertino.
"Sarà che anche qui, le quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino ed ora non ci posso fare niente se ora mi viene su il veleno"
Altra frase tipica è la seguente: "Ma chi me lo fa fare!"
Segue la risposta più retorica del Mondo: "Ma che cazzo ne so!"
Eppure, dopo aver imprecato contro tutti i Santi del Paradiso, Dante, Caronte, Virgilio, quella gran troia di Beatrice ecco che ci ricasco di nuovo fino alle ginocchia.
L'arte che si snoda tra le padelle e i calici rotti e pieni di perché è una tremenda condanna, una punizione eterna figlia della legge del Contrappasso (che ai giorni nostri si potrebbe tradurre in maniera molto più semplice con il detto: "L'hai voluta la bicicletta?! Mo pedala!).
Ve lo siete mai chiesti perché le persone più intelligenti del Mondo sono anche dei tremendi ubriaconi? Perché in qualche modo la mente si deve fermare, ci si deve sedare lussureggiando dei piaceri della vita alla quale abbiamo scelto di essere devoti. Chissà come sopravviverebbe un prete senza due Eucaristie al giorno.
Ci si deve sedare difronte alle sconfitte, alle scelte sbagliate, agli imprevisti. Probabilmente in questo momento sto scrivendo quello che tu, caro ristoratore, non hai mai avuto il coraggio di accettare: noi, piccole ingombranti formiche con un enorme peso sulle spalle. Eredi del Malgoverno e della nuova povertà. Tutti i giorni ci ricordano che siamo poveri: ma non poveri di Spirito.
E intanto noi sorridiamo. 
Inganniamo la giornata per la professione che siamo chiamati a svolgere facendo finta che vada tutto bene. Grandi attori di teatro della nostra vita e del nostro mestiere al pubblico. 
Puntualmente, poi, arriva il caro amico che ti dice: "Vai in fabbrica a vedere chi è che fatica davvero!"
Vieni tu caro amico a fare un po' la spugna come me.
Vieni, prendi il mio posto accanto a me e portati a casa ogni sera una carriola di merda sulle spalle, sommala a quella quotidiana e poi vediamo quanto vorrai tornare a saldare la tua lamiera.
Sommariamente possiamo dividere le persone in 3 categorie. "bravi artisti, furbacchioni e topi. Il topo parla solo di quanto lui sia puro e poi da via la madre per stare sul giornale ed è talmente puro che ti lancia merda soltanto per un titolo più largo. Ed io che il mio disprezzo me lo tengo dentro e il letamaio è colmo già pubblicamente ma quei presunti puri, mi possono baciare queste chiappe allegramente".
Non sto dicendo che le persone siano malvagie o nobili: penso che siano come le insalate miste tagliate e mescolate insieme con una vinaigrette di confusione e conflitto.
Un giorno non molto lontano però, andrà a finire che a questa insalata ci abbinerò un buon Chianti.